Novità

13.01.2011 | Messaggi per 19.1.2011


Creatività nei giovani ma non soltanto, trasmissione della memoria,
debbono godere di un libero e democratico sviluppo.
condividendo l'esigenza di farsi presto sentire: all'arte, alla musica, allo spettacolo e a tutte le sue forme originali
non è ammissibile alcun bavaglio,
lo dimostravamo anni e anni or sono,
si vede quanto fummo sempre inascoltati ma torniamo ad affermarlo con forza,
da musicisti e non solo, sapendosi presenti alla conferenza stampa del prossimo 19,
in tutto il suo valore.

Sylvano Bussotti

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Considerazioni sui “tagli” alla cultura musicale

Di fronte alle manifestazioni di protesta per i tagli previsti dalla Finanziaria 2011, il capo dello Stato sostiene che le emergenze vanno viste “nel quadro più generale dei problemi della cultura, del suo ruolo e delle sue esigenze". All’interno di questa visione complessiva, egli ha citato i musei, i siti archeologici, i centri urbani, i luoghi paesaggistici e la musica ovvero "un patrimonio straordinario che abbiamo ereditato e che abbiamo il dovere di preservare e valorizzare".
La persona che riesce a cogliere, grazie alla preparazione fornita dalla scuola, il messaggio racchiuso in qualsiasi forma di espressione artistica è aperta al confronto con la realtà culturale e artistica. Di qui la considerazione che i tagli alla cultura sono frutto di determinate scelte politiche, scelte che si evidenziano in quelle messe in atto oggi nella Scuola pubblica, compreso Università e Conservatori di musica.
A chi sostiene che “la cultura non riempie la pancia…” ribatto che al contrario la cultura concretamente contribuisce a riempirla usando il cervello, il talento e la maestria.
Io penso che la valorizzazione del nostro patrimonio culturale consista nel farne conoscere le potenzialità sia sul piano del valore artistico sia, di riflesso, su quello economico esteso all’indotto e al turismo. Paesi come la Germania, che in questa direzione investono più di noi, ne sono ampiamente ripagati. In questi ultimi decenni, il danno causato dai governanti italiani alle nuove generazioni è incalcolabile.
Da noi la cultura è considerata fardello ingombrante e inutile. Se le nuove generazioni finiranno per crederci, assisteremo a “crolli di tipo pompeiano” anche nel campo della cultura musicale mentre la “società dell’apparenza” trionferà. Impediamo questo scempio e appelliamoci al senso di responsabilità collettivo al fine di recuperare linfa vitale alle forme d’arte e alla musica, campi nei quali l’ Italia ha conseguito un indiscusso primato di civiltà nel mondo.

Azio Corghi
 

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