Federazione CEMAT
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CONSIDERAZIONI DI POLITICHE MUSICALI

Gentili amici e colleghi,
vi trasmetto alcune brevi considerazioni su quanto avvenuto all’Opera di Roma. Spero servano in qualche modo a vedere in una luce più ampia le ricadute di una decisione, certo dettata da urgenze ed emergenze, ma a parere di molti, avventata e specialmente non risolutiva.
Chiedo al Sindaco Marino, ma specialmente al Ministro Franceschini, di voler rivedere approfonditamente la questione privilegiando l’aspetto di migliorare l’operosità e i successi della grande lirica in Italia, partendo proprio dall’ascolto di quanto i musicisti possono fare per tali risultati - al netto di situazioni incresciose di stallo che devono esser contrastate, ma in modi diversi – ed evitando meccanismi di licenziamento che si riveleranno autolesionistici.
Molto cordialmente
Gisella  Belgeri 

In merito ai licenziamenti della musica – riforme, si, ma  la cultura non è licenziabile – 

Da decenni si sa che la lirica va profondamente riformata in Italia. Fiumi di inchiostro e ore di convegni sulla questione. E va riformata in tutte le direzioni, cercando peraltro di far emergere le potenzialità del settore, grandissime. E dove il contributo della musica – e quindi degli artisti – va soppesato e riconosciuto. Le bizze di orchestrali e coro fecero di fatto chiudere tre orchestre della RAI, ma poi il risultato è stato l’appiattimento di tutto il sinfonico in Italia. Oggi, uguale con la lirica.
Ripeto, il sistema va cambiato ma non può essere che una decisione che appare rabbiosa e poco lungimirante, a mio parere, produca ulteriori disastri, non solo ai nostri occhi ma anche come giudizio sulla capacità organizzativa a livello internazionale.
Andiamo su contratti a termine? Allora per tutti, non per chi è stato irragionevole e sciopera. Muti se n’è andato sbattendo la porta. Si può onestamente pensare che fosse una reazione solo dovuta a orchestra e coro? I licenziati sono 185, il teatro ha 430 assunti…. di cui più di 300 extra musica. Allora? Sono i musicisti, e quindi la cultura del teatro ad esser licenziabili?
Al netto di eventuali considerazioni su posizioni corporativamente riprovevoli, il nocciolo della questione è che non si può neppur immaginare che questa decisione risolva il problema.
Si potrebbe infine dire che, in un piano di rinnovamento ci sono tante “categorie” di carriere che parallelamente si trovano ad avere il “privilegio” del posto fisso. Se si cambia in modo così tranchant per l’Opera si cambi tutto, a partire per es. dall’interno delle municipalità, delle province, delle regioni, dei ministeri. Quanti architetti, commercialisti, ingegneri, avvocati, geometri, sovrintendenti potrebbero avere una bella partita IVA e “liberare” il pubblico da montagne di dipendenti?
Se questa è la logica, allora deve applicarsi a tutti. Ma se la grandezza di un teatro si basa sulla sua base musicale, sarà meglio pensarci bene e trovare soluzioni che non deprimano un prodotto culturale per cui l’Italia può andar fieri ( e non abbiamo molte altre opportunità per questo ).
Il Teatro dell’Opera, come tutti gli altri omologhi, è un laboratorio di produzione: se l’orientamento è di trasformarlo essenzialmente in un contenitore di eventi, dove vince chi costa meno (nel migliore dei casi!) beh, allora la battaglia è persa per sempre.
Desidero sottolineare infine che ho grande ammirazione per il dr. Fuortes per quanto ha saputo mostrare di tante competenze e abilità ma occorre dichiarare che un teatro importante, di produzione, fonda la sua produttività su un direttore artistico capace di governare tutta la macchina  dello spettacolo, e quindi musicale, in tutti i suoi aspetti che non sono solo quelli di scegliere titoli e cantanti ma specialmente di saper armonizzare l’insieme delle tante competenze – le chiamano masse, nome orrendo – che compongono la realizzazione dello spettacolo. Nei teatri dove ciò avviene non si verificano incidenti incresciosi; vengono frenati alla base, da ragionevoli e quindi condivise argomentazioni.


Un dipendente del Teatro dell'Opera, non tra i licenziati.... così commenta il mio testo e ci offre una cornice al quadro complessivo: "Carissima
concordo pienamente con la sua analisi cristallina e oggettiva.
Ci sono stati indubbiamente degli errori nel modo di gestire tutta la trattativa con le istituzioni per cercare di migliorare il disastrato sistema lirico italiano, ma voglio sottolineare che da parte nostra questo è avvenuto sempre con spirito costruttivo. Abbiamo cercato di fermare un disegno politico scellerato di depauperazione del nostro patrimonio artistico che è abbastanza chiaro già da qualche anno. I contenitori vuoti servono solo ad una classe politica ma non producono arte.
Lei mi insegna che fino ad ora le figure apicali dei teatri e delle istituzioni musicali siano state designate dalle varie forze politiche e purtroppo non sempre sono state scelte delle persone tecnicamente valide e all'altezza di questo delicato compito.
E' chiaro che il sistema debba essere completamente rifondato e adeguato ai tempi che ormai sono radicalmente cambiati. Le masse artistiche dovrebbero però essere valorizzate e tutelate durante questo processo di adeguamento.
Fare tutti un passo indietro e ragionare per il bene comune mettendo da parte gli interessi personali o di parte sarebbe a mio giudizio, la cosa più sensata.
Distruggere la Pietà di Michelangelo perchè ci serve della polvere di marmo sarebbe da folli."

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La Federazione CEMAT (Centri Musicali Attrezzati) è stata fondata nel 1996 con la finalità di promuovere l'attività dei centri italiani di ricerca e produzione nel settore delle tecnologie informatiche applicate alla musica; dal 1999 è sostenuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per lai Promozione della Musica Contemporanea Italiana.
La Federazione: 

  • promuove le attività dei centri di ricerca e produzione presso
    istituzioni pubbliche e private

  • promuove e organizza seminari di studio e workshop su argomenti
    scientifico-musicali

  • promuove la musica elettroacustica attraverso convegni,
    pubblicazioni, cd, cd-rom, dvd, documentari

  • programma e favorisce l'attività di giovani musicisti in Italia e
    all'estero (progetto SIXE-Suono Italiano per l'Europa, concorso
    Quarant’anni nel 2000 ­ Call produzione di nuove opere di musica
    elettroacustica)

  • promuove la nuova musica italiana nel mondo (Progetto SONORA)

  • si pone come interlocutore degli esponenti parlamentari e politici
    per una nuova strategia dell¹attività musicale in Italia e all¹estero e per la promozione e il sostegno dei musicisti. 

Alcuni dati di interesse nei vari anni di attività del Cemat:

  • 34 Paesi coinvolti più volte nelle iniziative di SONORA (2001-2013)

  • 115 Partner internazionali

  • 44 Partner istituzionali (Ministeri, rappresentanze diplomatiche,
    Istituti culturali)

  • 202 i compositori promossi da SONORA e 292 presenti sul sito

  • 185 gli interpreti promossi da SONORA e 225 presenti sul sito

  • Creazione di RAdio Cemat, on air 24 ore su 24

  • Centinaia di iniziative con Rassegne e Concerti, Conferenze e
    Seminari, Installazioni, Tutorial, Mostre, (promosse e coprodotte)

  • 4 Seminari di Formazione (iniziative musica contemporanea) per i
    Direttori e gli Addetti culturali degli Istituti Italiani di Cultura

  • Ricerche scientifico-musicali (progetto Macchina del 2000, Progetto M.I.R.A., progetto Computer Music Tools, Orchestra Virtuale)

  • 1 Produzione prototipo di Orchestra Virtuale (Mort de Cléopatre di H. Berlioz) presentata in Italia e all¹estero (Parigi, Alessandria d¹Egitto, Cipro, Roma, Enna, Metaponto, La Spezia, Trieste, Malta, Civitavecchia, Como) (2001)

  • Convegni (Ruolo e funzione dei Centri di ricerca, Produzione e
    diffusione musicale in Europa, Rete Italiana di Musicisti Organizzati)

  • Progetto ANTEPRIMA 2002-2003 con 8 coproduzioni di opere live
    electronics

  • 8 Concorsi e Selezioni organizzate (40 Anni nel 2000, Call-Punti di
    Ascolto, Tribuna internazionale IREM)

  •  

  • numerose pubblicazioni e strumenti multimediali.

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